TESSILE E ABBIGLIAMENTO: CRESCE IL RISCHIO DI INSOLVENZA. PER LE PMI LA GESTIONE DELLA LIQUIDITA’ DIVENTA STRAGEGICA

Il tessile e l’abbigliamento italiano stanno attraversando una fase complessa, e i segnali arrivano anche dal fronte del credito. Secondo i dati dell’Osservatorio CRIF riportati da Il Sole 24 Ore, negli ultimi due anni il tasso di default delle società di capitali della filiera è passato dal 3,3% di dicembre 2023 al 4,8% di dicembre 2025, mentre la media complessiva delle società di capitali italiane si è attestata al 3,3%. Ancora più significativo il dato relativo a pelli, cuoio e calzature, dove il tasso di default è salito dal 3,8% al 6,1%.

Non si tratta soltanto di una difficoltà legata alla domanda. Il settore deve confrontarsi contemporaneamente con l’aumento dei costi di produzione, la pressione competitiva internazionale, il rallentamento di alcuni mercati di riferimento e un cambiamento nelle abitudini di acquisto. A questo si aggiunge un altro elemento che merita attenzione: tra aprile 2025 e marzo 2026, i finanziamenti concessi da banche e istituti finanziari alle società di capitali del tessile-abbigliamento sono cresciuti appena del 2%, contro il +7,1% registrato nello stesso periodo dalle imprese italiane nel complesso.


Quando la pressione arriva sulla cassa

Per un’impresa manifatturiera, una riduzione degli ordini o un aumento dei costi non si traduce necessariamente in una difficoltà immediata sul conto economico. La tensione può però manifestarsi molto prima nella liquidità.

Materie prime acquistate in anticipo, prodotti finiti che rimangono più a lungo in magazzino, tempi di incasso che si allungano e investimenti già programmati possono assorbire cassa proprio nel momento in cui diventa più difficile reperire nuovo credito.

È qui che la gestione finanziaria diventa parte integrante della gestione dell’impresa. Non basta sapere quanto si è fatturato o se l’ultimo bilancio si è chiuso con un risultato positivo: occorre capire quanta liquidità sarà disponibile nei prossimi mesi, quando emergeranno i fabbisogni finanziari e quanto spazio rimane per affrontarli.


Pianificare prima che emerga il problema

In uno scenario caratterizzato da maggiore incertezza, il controllo dei flussi finanziari dovrebbe quindi diventare una pratica ordinaria, non un intervento da attivare quando la liquidità inizia a scarseggiare. Monitorare il capitale circolante, verificare i tempi effettivi di incasso e pagamento, tenere sotto controllo le scorte e costruire previsioni di cassa aggiornate permette di individuare con anticipo eventuali squilibri.

Allo stesso modo, conoscere il proprio fabbisogno finanziario con mesi di anticipo consente di affrontare il rapporto con gli istituti di credito in una posizione diversa rispetto a chi si rivolge alla banca quando l’emergenza è già presente. Una pianificazione finanziaria adeguata permette infatti di valutare per tempo le diverse forme di finanziamento e di mantenere coerente la struttura finanziaria con le esigenze operative dell’azienda.

Il caso del tessile e dell’abbigliamento offre quindi una riflessione che va oltre il singolo comparto: in una fase di mercato incerta, la qualità del prodotto rimane fondamentale, ma deve essere accompagnata dalla capacità di governare la liquidità, il credito e il capitale circolante.

Per le PMI, oggi più che mai, gestire la cassa non significa semplicemente controllare quanto denaro c’è sul conto: significa sapere in anticipo dove sta andando l’azienda dal punto di vista finanziario. La difficoltà finanziaria raramente arriva all’improvviso: spesso i segnali sono già presenti nei flussi di cassa, nel capitale circolante e nell’esposizione verso banche e clienti.

Per questo, soprattutto in una fase di maggiore pressione sul settore, conoscere in anticipo il proprio fabbisogno finanziario può fare la differenza tra gestire una criticità e subirla.

Se vuoi capire come sta evolvendo la situazione finanziaria della tua impresa e quali margini di intervento ci sono, compila il form di contatto. Potrai confrontarti con un consulente e valutare la situazione della tua azienda.

 
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