Liquidità da liberare, crediti da gestire e indicatori di bilancio da monitorare: perché valutare la cessione pro soluto prima del 31 dicembre può fare la differenza per le imprese.
Un’azienda può fatturare, avere clienti e ordini da evadere, ma ritrovarsi comunque con poca liquidità disponibile. Il motivo? Una parte delle risorse generate dall’attività è ancora ferma nelle fatture emesse e non incassate. La situazione diventa particolarmente delicata quando si avvicina la chiusura dell’esercizio: l’impresa deve far fronte agli impegni di fine anno e, allo stesso tempo, prepararsi ad affrontare il nuovo esercizio con un equilibrio finanziario adeguato.
Secondo il dato Assifact richiamato, i tempi medi di pagamento nel B2B raggiungono 81,7 giorni. Di conseguenza, una parte delle fatture emesse negli ultimi mesi dell’anno potrebbe essere incassata soltanto nel 2027. Per gestire questa situazione, tra gli strumenti da valutare c’è la cessione dei crediti commerciali pro soluto, che può consentire di anticipare la liquidità e trasferire all’acquirente il rischio di insolvenza dei crediti ceduti, nel rispetto delle condizioni contrattuali.
I crediti commerciali sono una componente fisiologica dell’attività aziendale, ma quando i tempi di incasso si allungano possono assorbire risorse necessarie per pagare fornitori, sostenere il costo del personale, versare imposte o finanziare nuovi investimenti. Per compensare i ritardi nei pagamenti, alcune imprese ricorrono al credito bancario a breve termine, con possibili ripercussioni sulla Posizione Finanziaria Netta (PFN) e sulla capacità di sostenere nuovi fabbisogni. La chiusura di bilancio è quindi il momento giusto per verificare quali fatture saranno incassate entro fine anno, quali crediti presentano maggiori rischi e quanta liquidità servirà per affrontare gli impegni dei prossimi mesi. Un’analisi preventiva permette di individuare le criticità e valutare gli strumenti più adatti a gestirle.
CESSIONE PRO SOLUTO: COME FUNZIONA E QUALI VANTAGGI OFFRE
La cessione dei crediti commerciali consiste nel trasferimento di un credito a un soggetto acquirente, in cambio del corrispettivo concordato. L’impresa può così ottenere liquidità prima della scadenza naturale della fattura.
È importante distinguere tra due modalità:
Cessione pro solvendo: il rischio di mancato pagamento non viene trasferito integralmente all’acquirente e il cedente può essere chiamato a rispondere dell’insolvenza, secondo gli accordi.
Cessione pro soluto: il rischio di insolvenza viene trasferito all’acquirente nei limiti e alle condizioni previste dal contratto.
La cessione pro soluto può diventare una leva di gestione finanziaria, con diversi benefici potenziali per l’impresa.
Più liquidità disponibile. L’azienda può ottenere il corrispettivo dei crediti ceduti senza attendere necessariamente le scadenze originarie, destinando le risorse alla gestione corrente o agli investimenti.
Maggiore efficienza del capitale circolante. Trasformare determinati crediti in liquidità può ridurre le risorse immobilizzate nei crediti commerciali e contribuire a gestire meglio i fabbisogni finanziari.
Trasferimento del rischio di insolvenza. Il rischio relativo ai crediti ceduti viene trasferito all’acquirente secondo le condizioni concordate, riducendo l’esposizione dell’impresa verso i debitori interessati.
Possibili effetti sul bilancio e sulla PFN. Se l’operazione soddisfa i requisiti contabili applicabili, i crediti possono essere eliminati dall’attivo patrimoniale. L’incasso può inoltre contribuire a ridurre il ricorso al debito finanziario a breve termine. Gli effetti effettivi su indicatori, svalutazioni e accantonamenti devono essere valutati caso per caso. Accanto alle forme tradizionali di cessione, le piccole e medie imprese possono valutare anche l’invoice trading, uno strumento fintech che consente di cedere crediti commerciali, generalmente relativi a fatture non ancora scadute, attraverso piattaforme dedicate. Questa soluzione può offrire un canale complementare al credito bancario e, in determinate condizioni, permette di selezionare le fatture da cedere senza coinvolgere necessariamente l’intero portafoglio crediti.
La verifica preliminare dei crediti Cosvim può richiedere fino a 48 ore e, in presenza dei requisiti previsti, l’impresa può ottenere fino al 90% dell’importo della fattura. Si tratta di condizioni riferite a questo specifico strumento, da verificare in base alle caratteristiche dei crediti e alla valutazione dell’operatore. L’
Uno degli errori più frequenti è rimandare l’analisi dei crediti commerciali alle ultime settimane dell’anno. Una cessione pro soluto richiede infatti tempi tecnici per individuare i crediti, raccogliere la documentazione, valutare l’affidabilità dei debitori e perfezionare l’operazione. A ridosso delle festività, la maggiore concentrazione delle richieste può complicare il rispetto delle scadenze. Inoltre, per ottenere gli eventuali effetti sul bilancio dell’esercizio in chiusura, non basta avviare la procedura: la cessione deve essere perfezionata e rispettare i requisiti contabili previsti.
Muoversi in anticipo consente di valutare le alternative disponibili, verificare quali crediti siano cedibili e capire se l’operazione possa concludersi entro il 31 dicembre.
COME DAPIRE SE LA CESSIONE PRO SOLUTO E’ ADATTA ALLA PROPRIA IMPRESA
Non tutti i crediti presentano le caratteristiche necessarie per essere ceduti. Prima di procedere, è opportuno analizzare:
composizione e importo del portafoglio crediti;
scadenze delle fatture e affidabilità dei debitori;
fabbisogno di liquidità previsto;
costi e condizioni economiche della cessione;
effetti attesi sulla situazione finanziaria e sul bilancio.
Cosvim affianca le imprese nella valutazione degli strumenti di finanza ordinaria, compresa la cessione dei crediti commerciali verso altre aziende e, ove applicabile, verso la Pubblica Amministrazione, individuando le soluzioni più coerenti con le esigenze aziendali.
Preparare il bilancio significa anche pianificare la finanza. Analizzare per tempo i crediti commerciali permette di individuare risorse potenzialmente disponibili, gestire meglio la liquidità e affrontare il nuovo esercizio con maggiore consapevolezza.