LA FINANZA NON E’ SOLO “CHIEDERE UN FINANZIAMENTO”
Uno degli errori più frequenti è considerare la finanza aziendale come sinonimo di credito. La richiesta di finanziamento dovrebbe essere, invece, il risultato di una pianificazione. Quando un’impresa si rivolge alla banca solo nel momento in cui deve coprire una necessità urgente, ha già perso una parte importante del proprio margine di manovra.
Una gestione finanziaria consapevole parte dalla previsione dei flussi di cassa: quali incassi sono previsti nei prossimi mesi? Quali pagamenti dovranno essere sostenuti? Quali investimenti sono programmati? Quali rate e altri impegni finanziari dovranno essere rispettati?Un cash flow forecast, anche su un orizzonte di 12 mesi, permette di individuare per tempo eventuali tensioni finanziarie e di intervenire quando esistono ancora diverse alternative.
CRESCERE SIGNIFICA ANCHE FINANZIARE LA CRESCITA
C’è poi un aspetto spesso sottovalutato: crescere non significa automaticamente generare più liquidità. Aumentare il fatturato può richiedere più materie prime, maggiori scorte, investimenti e tempi più lunghi per incassare dai clienti. Un’impresa può quindi trovarsi ad avere più ordini e, contemporaneamente, un maggiore fabbisogno finanziario. Per questo ogni decisione di sviluppo — dall’acquisto di un macchinario all’apertura di una nuova sede, fino all’ingresso in un nuovo mercato — dovrebbe essere valutata non solo in termini di redditività, ma anche rispetto alle risorse finanziarie necessarie per sostenerla.
Affidarsi esclusivamente a una fonte di finanziamento può rendere l’impresa più vulnerabile. Il credito bancario può essere affiancato, in funzione delle caratteristiche dell’azienda, da finanza agevolata, garanzie pubbliche, leasing, strumenti alternativi e soluzioni per la gestione del capitale circolante. L’obiettivo non dovrebbe quindi essere semplicemente “ottenere un finanziamento”, ma costruire un mix di fonti coerente con la natura e la durata del fabbisogno. Anche la solidità patrimoniale ha un ruolo importante. Un’impresa adeguatamente patrimonializzata dispone di una maggiore capacità di assorbire gli imprevisti e può presentarsi al sistema finanziario con una struttura più equilibrata.
Pianificare i flussi di cassa, monitorare il capitale circolante, controllare l’indebitamento, conoscere la propria posizione creditizia e valutare in anticipo la sostenibilità degli investimenti significa poter prendere decisioni con maggiore consapevolezza. La finanza d’impresa, quindi, non dovrebbe entrare in gioco soltanto quando “mancano i soldi”. Deve accompagnare le decisioni dell’imprenditore, dalla gestione ordinaria agli investimenti e ai progetti di crescita.
Perché una crescita sostenibile non si misura soltanto da quanto un’impresa riesce a vendere, ma anche dalla sua capacità di finanziare e sostenere quella crescita nel tempo.