Le recenti disposizioni legislative, con la proroga al 31 marzo 2025 introdotta dal Decreto Milleproroghe, obbligano le imprese a dotarsi di una polizza assicurativa contro i danni derivanti da eventi naturali come terremoti, alluvioni e frane. Ma ciò che emerge con forza è l’impatto sempre più rilevante dei parametri ESG nella determinazione dei costi assicurativi.
Le compagnie assicurative, nel calcolo dei premi, terranno conto non solo di elementi tradizionali come la posizione geografica e la vulnerabilità dei beni, ma anche delle azioni concrete intraprese dalle aziende per prevenire e mitigare i rischi ambientali.
In pratica quindi:
– le aziende che adottano un approccio proattivo alla gestione sostenibile dei propri asset potranno beneficiare di condizioni più favorevoli
– le imprese che ignorano le buone pratiche ESG rischiano premi più elevati e una maggiore esposizione a rischi finanziari
Integrare criteri ESG nella gestione aziendale non solo riduce i rischi legati a eventi naturali, ma rappresenta anche un’opportunità strategica per:
– migliorare la reputazione aziendale
– ottimizzare i costi assicurativi
– allinearsi alle aspettative di investitori e stakeholder sempre più attenti alla sostenibilità.
L’assicurazione contro le calamità naturali non è solo una protezione obbligatoria, ma anche un’occasione per ripensare il proprio modello di business in ottica sostenibile e competitiva.
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